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Verso il nuovo partito /1 di Dario Franceschini Uno dei timori più forti nei confronti della prospettiva del partito democratico sembra essere quello della perdita di identità politica e culturale dei cattolici democratici. Io ritengo invece che la costituzione del nuovo soggetto unitario rappresenti una opportunità. L’occasione per dare nuova linfa ad una storia, per far sì che non venga vissuta in maniera museale e meramente commemorativa. l’identità cattolico-democratica, quella che gli elettori devono immediatamente riconoscere, oggi si fonda, più che su incrollabili assunti ideologici, sui programmi e sulle cose che si fanno, sulle decisioni concrete che incidono nella vita delle persone. L’elaborazione chiara di nostre proposte è il modo migliore di affermare l’attualità dei nostri valori, di un nostro modo di vedere la società e la politica, di valorizzare, facendolo uscire dall’alveo rinsecchito in cui era finito quel che di vero e di buono può ancora dire la cultura politica dei cattolici democratici. A partire da quella che è sempre stata la sua più grande lezione, e cioè la tendenza a costituirsi proposta politica per tutti e non solo per i cattolici. Ecco perché dobbiamo darci da fare, e scommettere senza esitazioni sul percorso costituente. Con la consapevolezza che sono i profondi cambiamenti che attraversano la società a chiederci di ripensare, senza rinnegare,il nostro impegno politico. La necessità di costruire una casa comune dei riformisti e dei democratici non è un fatto contingente, dettato dalla quotidianità politica, si tratta invece di una prospettiva strategica. E’ il tempo che viviamo a richiederci generosità e senso del futuro. Un tempo carico di incertezze e di speranze, un tempo segnato da grandi mutamenti: la globalizzazione dei mercati e dei processi di comunicazione, la diffusione della rete con l’affermazione di nuove modalità relazionali e informative, la crisi dello stato-nazione come modello insufficiente a governare una modernità sempre più complessa e interdipendente, il passaggio dalla rigidità sociale e produttiva della società industriale del ‘900 alla mobilità della società flessibile, la necessità di ripensare il mondo del lavoro e di attivare una nuova stagione di diritti, gli interrogativi etici sollevati dallo sviluppo scientifico, la presenza di sensibilità ed emergenze nuove, come sulla questione ambientale o sulla questione energetica. E’ chiaro che in questo scenario di profondo e continuo cambiamento, i partiti da anni battono la fiacca, non riescono a sintonizzarsi con la società che cambia, ad intercettarne i nuovi bisogni e le nuove domande. Anche da questa difficoltà, che rappresenta una sfida alla politica, nasce l’esigenza del partito democratico. La necessità di costruire un soggetto politico innovativo, moderno, aperto, capace di interpretare il futuro. Una scelta che trova la sua naturale evoluzione nel soggetto unitario, un traguardo che va perseguito sia dall’alto che dal basso. Sappiamo che non si tratta di una passeggiata, che i processi politici si costruiscono con gradualità, rispettando le diversità, le molteplici storie e anche i dissensi. Dobbiamo in primo luogo convincere coloro che hanno paura di perdere per sempre qualcosa delle proprie identità e delle memorie collettive. Li convinceremo che il partito democratico saprà essere aperto e accogliente per ciascuno di loro. Li persuaderemo che rimanere chiusi nelle proprie identità può essere rassicurante quanto asfittico,che chi è sicuro della propria tradizione non deve temere niente dal dialogo e dalla contaminazione tra culture. E’ vero, a volte ci sentiamo protetti nell’evitare il confronto in un soggetto più grande e più ampio. Non vogliamo affrontare la sfida, carica di incognite e di emozioni, di navigare in mare aperto. E’ bello ricordare a questo proposito cosa scriveva John A. Shedd “Ogni nave in porto è sicura ma non è questo lo scopo per cui è stata costruita”.
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2 (N° 2 Settembre 2006)
Verso il nuovo partito /2 di Giuseppe Fioroni La riflessione che sta prendendo corpo in questi mesi nell’area cattolico-democratica mi pare di grande interesse e attualità. E credo anche possa essere feconda di risultati per la politica italiana, a partire dalla nascita di un soggetto politico nuovo...
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