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IL PUNTO N° 18, Gennaio 2008








Il 2008 sarà l’anno
delle riforme? Il presidente Napolitano
le chiede in un clima
di maggior cooperazione tra le istituzioni
Nel messaggio agli italiani di fine anno, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dedica pochi
capoversi alla politica. Il Presidente si è rivolto molto più alla società civile (e alla famiglia in particolare, alla quale riconosce il ruolo centrale nella crescita del Paese ma nonostatnte questo è per diverse ragioni in sofferenza) che non alla politica, e di questa si pone come interprete.
Ha sostanzialemnte e chiaramente spronato la politica ad assumersi le sue responsabilita. «Posso solo dire  che è
comunque indispensabile che si adottino alcune riforme in campo istituzionale e
che si crei un nuovo, più costruttivo clima politico, fondato su una effettiva
legittimazione reciproca. Mi sono speso
- ha evidenziato Napolitano - a tal fine sin dall’inizio del mio
mandato, e insisterò nelle mie sollecitazioni e nei miei appelli: ora che uno
spiraglio di dialogo si è aperto, con il contributo di entrambi gli
schieramenti politici, specie sulla riforma elettorale, occorre assolutamente
evitare che l’occasione vada perduta. Quali siano le condizioni, da un lato,
per la continuità dell’azione di governo, e dall’altro, per un esito positivo
del confronto sulle riforme, lo si vedrà presto in Parlamento».

Poche parole ma molte chiare: il 2008 dovrà essere l’anno
delle riforme istituzionali o almeno quello che realizzi una nuova legge
elettorale. Il tutto in un quadro politicio istituzionale meno conflittuale
come aveva sottolineato lo stesso presidente in occasione dell’incontro
natalizio con le alte magistrature della Repubblica. «Sento poi di dover richiamare - ha ammonito il Presidente della Repubblica - anche a un cambiamento di clima nei
rapporti tra tutte le istituzioni, perché si manifestano troppi segni di
tensione, di scarsa considerazione del principio di leale cooperazione, di
attenuazione o smarrimento del senso del limite e del reciproco rispetto.
Vorrei che ciascuna istituzione si aprisse a una seria riflessione a questo
proposito. Sia chiaro: questo mio richiamo ha una valenza generale».











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