Cerca


  Home
  News
  Speciale Chianciano
  Posta
  Mappa Sito
  Contattaci
 

Home » La Riflessione » N° 13 »

LA RIFLESSIONE N° 13, Luglio 2007

Pd, occorre una politica ecclesiale
di Pierluigi Castagnetti
Al Partito democratico serve una seria “politica
ecclesiale”, nel senso dell'attenzione e
dell'intelligenza su quanto sta accadendo nella Chiesa
italiana. Vorrei che nessuno si scandalizzasse di questo rilievo e che non
dovessimo attardarci a spiegare che per l’Italia il ruolo della Chiesa cattolica
è storicamente e inevitabilmente così importante da non poter essere ignorato
dalla politica. . In effetti dopo la fine della Dc non siamo stati capaci di un
vero rincominciamento nè di un efficace innesto in realtà pluralistiche in cui
siamo entrati, in modo da consentire a una parte importante dei credenti di
riconoscersi nel nostro lavoro. Senza il riconoscimento di questa responsabilità
perdono peso anche i giudizi severi che talvolta riteniamo di dover esprimere su
posizioni e scelte di una parte del mondo cattolico.

E’ stato grave che il centro sinistra abbia rinunciato a
capire ciò che stava avvenendo (e che produceva per se medesimo gravi
penalizzazioni elettorali, come hanno dimostrato le analisi del voto dei
cattolici nelle ultime elezioni) per un’imperdonabile distrazione o una non meno
imperdonabile supponenza.
Errori a cui dobbiamo porre rimedio oggi che ci stiamo
incamminando per i sentieri un po’ impervi e un po’ sconosciuti del Partito
democratico. Come? Innanzitutto cercando di capire le nuove domande che
attraversano la Chiesa italiana, non solo a livello delle gerarchie, ma non di
meno della base. Dobbiamo recuperare la conoscenza della realtà anche in questa
direzione e farci guidare da un principio di realtà. Con tale ottica, ad
esempio, prendendo atto della mancanza delle condizioni politiche e numeriche
nell’attuale parlamento per affrontare talune questioni etiche di cui si è
dibattuto in questi mesi, al di la di ciò che pure noi pensiamo di positivo
delle posizioni del governo e della maggioranza, occorre dire con onestà che su
questi temi decidiamo di fermarci. Non già a causa di un diktat esterno (della
Chiesa), ma di un diktat per così dire interno, qual’è la mancanza dei numeri
per decidere. Ciò potrà servire ad allentare una tensione che non giova ai
credenti ma neppure alla politica.
Occorre poi darsi, discutendone serenamente e
approfonditamente, una strategia non improvvisata nelle relazioni con la Chiesa
soprattutto in un momento in cui, per varie ragioni, piaccia o non piaccia, il
peso delle sue parole è cresciuto anche in strati dell’opinione pubblica che non
si definiscono credenti.
Può pure essere che – qualcuno di noi lo pensa – stia
maturando l’aspettativa per una stagione di riforma della Chiesa stessa, ma,
evidentemente, non compete alla politica
occuparsene.
La politica ha invece competenze e responsabilità per la
riforma di se medesima, sì da ritrovare senso e virtù. Dopotutto questa è sempre
stata la missione dei cattolici democratici: occuparsi delle istituzioni della
politica, delle regole e dei programmi. Così facendo si aiuteranno anche (ma non
solo) quei cattolici che negli ultimi tempi se ne sono allontanati a trovare la
ragione di un riavvicinamento.






Richiedi informazioni Invia la pagina Stampa la pagina

Fermenti   

Via del Gesù, 55
- 00186 - Roma
Tel: 06.69923206    Fax: 06.6793354    E-mail: fermenti@fermentinews.it
by euchia