NewsLetter N° 6/Gennaio 2007 A cura dell'Associazione "I Popolari"
LIEVITO
Per il nuovo anno politico/1 Una nuova legge elettorale dal Parlamento (senza referendum) "… Per raccogliere le energie di cui è ricca la società italiana, indirizzarne e soddisfarne responsabilmente le domande, contrastando particolarismi e chiusure egoistiche, la politica ha bisogno di istituzioni più riconosciute e più forti. Si trovi dunque l'intesa per riformarle, senza toccare il patrimonio dei grandi valori e indirizzi costituzionali. Si concordino con realismo e misura quelle riforme che possono rendere più chiaro e coerente il ruolo delle autonomie regionali e locali, più efficace nelle sue decisioni il Parlamento nazionale - supremo fondamento della democrazia repubblicana. E si ricerchi pazientemente l'accordo su meccanismi elettorali che rendano più lineare e sicura la formazione delle maggioranze chiamate a governare il Paese"... [...] (Dal messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano)
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Per il nuovo anno politico/2 Un grande impegno (c'è chi dice "moratoria") contro la pena di morte Da quanto si apprende dalle statistiche del Death Penalty Information Center di Washinton nel corso dell’anno che si è appena chiuso ben 53 persone sono state uccise solo nei carceri degli Stati Uniti d’America ed oltre duemila in quelli degli altri paesi che applicano la pena di morte. Da Beccaria in poi la civiltà moderna sa che non e' possibile per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinare un pubblico assassinio”. E’ questo il commento di Pierluigi Castagnetti che ha giudicato estremamente grave l'impiccagione di Saddam Hussein anche per l’equilibrio futuro internazionale dal momento che “ha regalato al terrorismo islamista l'icona di un martire. L’utilizzo della pena di morte in Iraq – ha proseguito Castagnetti - dimostra inoltre la debolezza e la contraddittorietà del modello democratico che gli anglo-americani hanno preteso di esportare con una guerra sbagliata sotto tutti i profili”.
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IL PUNTO
Una sola mozione (unitaria) per il Congresso della Margherita La Margherita andrà a Congresso con una mozione unitaria. Il documento è stato votato all'unanimità dalla ultima direzione Federale Dl di venerdì 22 dicembre 2006. La Direzione, inoltre, ha confermato la validità dei tempi e dei modi di indizione dei congressi nonché di tutte le procedure congressuali previste dal “Regolamento per la celebrazione delle Convenzioni comunali e dei congressi ai diversi livelli” approvato dalla Direzione federale del 27 ottobre 2006. La mozione unitaria nasce dal ritiro della Mozione n. 2 (primo firmatario Arturo Parisi) e della riformulazione della Mozione n. 1 (primo firmatario Francesco Rutelli). Il congresso della Margherita assumerà una formale decisione: all'atto di nascita del Partito Democratico "verrà conclusa l'autonoma attività politica della Margherita e sarà conferito agli organi dirigenti il mandato di definire le procedure, le garanzie nella transizione tra i soggetti promotori e con tutte le forze partecipanti e le modalità di attuazione degli adempimenti connessi alla fase costituente''. Pur restando il ''processo parallelo con i Ds ... [segue]
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Margherita, ecco il testo della "Mozione politica unitaria" Il Congresso di Democrazia è libertà-La Margherita è chiamato a proseguire nel cammino intrapreso dal partito, rafforzando le scelte che l’hanno caratterizzato e sviluppando le intuizioni sulle quali è nato l’Ulivo. La strada percorsa in questi cinque anni di vita della Margherita ha prodotto molti significativi risultati. All’atto della costituzione di DL-La Margherita i riferimenti all’Ulivo riguardavano la necessità di compattare e rilanciare la coalizione di centrosinistra. Il duro e positivo lavoro di questi anni, diffuso in modo crescente nel territorio nazionale e nelle amministrazioni, e sancito dalla lista comune nelle elezioni politiche2006 e dalla nascita di gruppi dell’Ulivo sia alla Camera che al Senato, rende ora possibile concretizzare sotto il simbolo dell’Ulivo la nascita del Partito Democratico. La Margherita ha realiz
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LA RIFLESSIONE
Partito Democratico /1 Al via con un grande progetto (che non è rinviabile) di Mariapia Garavaglia Il Partito Democratico è un progetto importante che non può essere rinviato all’infinito. Al momento però, esso è al centro di un dibattito segnato da un eccesso verbale che interessa veramente poco, soprattutto i non ‘addetti ai lavori’. Esattamente il contrario di come immagino la nuova aggregazione, un Partito in grado di rappresentare non solo gli interessi generali della società e dei cittadini elettori, ma di intercettare quel cambiamento che agita da un po’ di tempo il nostro Paese e che non ha ancora trovato compiuta rappresentazione politica. Il Partito Democratico ha senso solo se esso risponderà a queste nuove domande dell’elettorato. Non nascondo che sia importante, anzi fondamentale discutere su come far nascere il nuovo Partito, salvaguardando ogni esigenza politica ed identitaria. Tuttavia, nelle ultime settimane sembra che si sia parzialmente perso di vista l’obiettivo primario e cioè che cosa si debba dare effettivamente alla luce. Quello che bisogna creare, a mio avviso, è qualcosa di altamente rappresentativo degli in ... [segue]
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Partito Democratico /3 La collocazione internazionale è sotto controllo? Auspichiamo che la fase di discussione congressuale fornisca in modo chiaro e pressochè definitivo, tutte le risposte ai quesiti che da mesi vengono posti. Fin dai primi numeri, Fermenti ha aperto la discussione sulle questioni più delicate legate all'adesione al progetto del nuovo partito. Tra queste, quella non marginale come taluni sbrigativamente vorrebbero fosse, della collocazione internazionale del Partito democratico. E ci sembra che la nuova mozione unitaria per il Congresso della Margherita possa dare una mano in tal senso. Su questo tema, ma anche su altri di nostro interesse, ha scritto, il mese scorso, dalle colonne di Repubblica anche Giorgio Ruffolo evidenziando a proposito che " la parte di partito democratico che oggi sta nei Ds resti nel partito socialista europeo, e quella "non socialista" che oggi aderisce , ma con una sua specifica identità , al gruppo liberale, stipuli un'alleanza politica programmatica con il gruppo socialista europeo..."
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------------------------------------Partito Democratico / 2 Ripeto, è un referendum contro il Pd di Leopoldo Elia (da Europa del 04-01-2007) La concretezza del messaggio presidenziale di fine anno deve essere valorizzata con i fatti e con i comportamenti delle forze politiche. Accanto a prospettive di lungo periodo, il messaggio contiene l’invito a un confronto serio su temi che si prestano a un riscontro immediato della buona volontà dei nostri partiti. Mi riferisco evidentemente alla riforma delle leggi elettorali, che in questo periodo costituisce l’oggetto della più impegnativa discussione. Chi vuole effettuare il referendum nel 2008 rifiuta in pratica di accettare l’invito presidenziale per una ricerca certo difficile ma di esito non impossibile per un superamento autentico della legge n. 270/2005, e non soltanto di aspetti marginali, specie se l’intento aggregativo è facilmente aggirabile. Come mi è accaduto di dire fin dall’ottobre scorso su Europa, il passaggio dalla coalizione delle liste alla lista di coalizione non è un rimedio risolutivo per arginare la frammentazione favorita dal vigente sistema elettorale e d
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LIBRERIA
Corrado Belci e Guido Bodrato - che con Giovanni Galloni sono stati a fianco di Benigno Zaccagnini segretario nazionale della Dc dal 1975 al 1979 – con “1978, Moro, la Dc, il terrorismo” (edizioni Morcelliana, 2006 - pag. 298, euro 22) offrono un’interpretazione particolarmente interessante delle vicende che hanno segnato la storia italiana dalla contestazione studentesca e dall’autunno caldo (1968/69), alla politica di solidarietà nazionale ed al suo declino (1976/80). Si tratta di una riflessione per molti aspetti inedita che si misura con gli “anni di piombo” e con il “caso Moro”. E’ un libro non scritto da storici ma da protagonisti di una fase della vita italiana che è stata segnata in profondità dallo stragismo nero, responsabile delle bombe di Piazza Fontana e della strage della stazione di Bologna, e dal terrorismo delle Brigate rosse che culmina nell’attentato di via Fani e nell’assassinio di Aldo Moro, ma che ha già ucciso ... [segue]
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Con il volume Soldi di razza. L'economia multietnica in Italia (Editori Riuniti, 2006 – pag143, euro 12) Massimiliano Mellillo ha visitato luoghi e comunità di stranieri, ascoltato le loro storie e visto da vicino i loro mondi. Sullo sfondo, la scoperta di un'economia che incide sul Pil nazionale ma anche sul malaffare e sull'attività delle Procure antimafia. Uomini, storie, numeri nell'Italia eredità della Bossi-Fini. Oggi in Italia vivono più di tre milioni di immigrati regolari: un milione e mezzo di operai; trecentomila agricoltori di cui la metà impiegata in nero; centoventimila titolari di piccole e medie imprese. E poi un esercito di colf, badanti e baby-sitter: 400.000 secondo il ministero del lavoro, almeno il doppio per la Caritas. Ma accanto alla luce del lavoro onesto esiste un cono d'ombra di economia illegale: traffico internazionale di stupefacenti, racket della prostituzione, commercio di organi, clan che gestiscono il lavoro di colf, badanti, baby-sitter, mendicanti. Una dimensione di micro e macrocriminalità destinata a crescere anche se il rapporto crimine-immigrazione in Ital
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Con "L' Italia cattolica nell'epoca del pluralismo" (Il Mulino, 2006 – pag. 169 euro 11) Franco Garelli affronta i temi dei flussi migratori e di una società ( quella italiana) culturalmente sempre più aperta alimentano anche da noi il pluralismo delle fedi. Eppure, come dimostra questo libro, la situazione italiana presenta alcune caratteristiche particolari. Guardando ai grandi numeri, la religione cattolica mantiene un'evidente presa sulla maggioranza della popolazione contro una limitata presenza di altre confessioni religiose e di soggetti che si dichiarano non credenti. Quali problemi di regolazione pone in una società pluralistica il dinamismo propositivo del cattolicesimo italiano?
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Nel volume “Democratici e cattolici” (Effatà Editrice, 2006 - pag. 160, euro 10), Giorgio Merlo approfondisce il destino politico dell’Ulivo e la prospettiva del partito democratico che continuano a caratterizzare il dibattito nella Margherita. La coalizione di centro sinistra, soprattutto dopo le elezioni del 2006, richiede la formazione di un polo riformista capace di essere il punto di riferimento della strategia del governo presieduto da Romano Prodi. Il confronto all’interno dei partiti è appena avviato ma la posta in gioco è molto alta: si tratta, cioè, di capire se l’Ulivo è solo un cartello elettorale o un vero progetto politico in grado di far convergere le migliori culture riformiste del nostro paese in un partito. Per rafforzare la sfida dell’Ulivo, però, è necessario promuovere un processo di «ricomposizione» dell’area cattolico democratica e popolare. La presenza organizzata dei cattolici democratici nel futuro soggetto riformista, infatti, rappresenta un elemento essenziale per evitare la dispersione di un patrimonio politico e culturale decisivo non solo per il centro sinistra ma per la s
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Come esserci. I credenti nella nuova fase della politica secolarizzata (Editore Rubbettino, 2007 - pag. 100, euro 13) è un contributo di Pierluigi Castagnetti e Savino Pezzotta per dare avvio alla discussione sul nuovo ruolo che possono giocare i cattolici italiani impegnati in politica. Ai credenti viene chiesto oggi il compito di non imporre la loro visione ma di fecondare di senso lo spazio della laicità. Riuscire in questo compito non è certamente semplice e altrettanto complesso risulta indicare una via.
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