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NewsLetter N° 27/Novembre 2008
A cura dell'Associazione "I Popolari"


LIEVITO

Un maestro del diritto e della politica
di Gianni Boselli e Luigi Giorgi
(ROMA) - «Un uomo che, fondamentalmente, è sempre rimasto uguale a se stesso». Così Sergio Mattarella ha concluso il suo ricordo “politico” dell’uomo Leopoldo Elia, durante l’iniziativa commemorativa, nel giorno trigesimo della sua scomparsa. L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione “Persona - Comunità e Democrazia”, per ricordare la straordinaria personalità di giurista insigne e raffinato ma anche di uomo politico lungimirante e aperto sempre al dialogo. Un tributo al costituzionalista, al politico ma soprattutto all’uomo e al cristiano («mite e probo, gentile ed intelligente, fermo nelle convinzioni ma sempre disponibile al dialogo», come lo ha definito il Cardinale Silvestrini). Leopoldo Elia «è stato per tutti noi - ha aggiunto Mattarella – espressione di disponibilità senza eguali, diffusore con generosità di pensiero alto ma soprattutto un punto di riferimento dal quale tutti, e sto parlando di diverse generazioni, abbiamo tratto beneficio». E poi ha ricordato il suo impegno in politica, da esponente di spicco del cattolicesimo democratico italiano, che ha attraversato mezzo secolo: consigliere di Aldo Moro, capogruppo dei Popolari al Senato, vice presidente della Commissione Bicamerale per le riforme istituzionali. Nella Sala del Refettorio nella Biblioteca della Camera dei Deputati, ad ascoltare gli interventi di Marco Olivetti, di Franco Pizzetti e di Paolo Ridola erano in tanti. Ex presidenti e giudici della Corte Costituzionale, il presidente emerito delle Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, i Democratici Dario Franceschini, Beppe Fioroni, Giorgio Merlo e Gianclaudio Bressa, vecchi amici della Dc e del Ppi, ma anche tanti volti di persone con cui ha attraversato, in una comunanza composita, tutta una vita passata nello studio e nella ricerca universitaria, nella politica e nella società. A sottolineare che per Elia fare politica era un tutto uno con l’attuare la Costituzione poiché i due momenti non erano separati, è stato il costituzionalista Franco Pizzetti, uno tra i suoi più illustri allievi dell’Università di Torino. «Il suo principale insegnamento è stato quello che ha anche praticato nella sua esistenza di studioso e di politico. Ovvero valutare sempre il diritto nella attualità del momento. La sua era una visione dinamica della giurisprudenza costituzionale. Una impostazione che lo distingueva, pur avendo un forte legame intellettuale, rispetto Giuseppe Dossetti e Giuseppe Lazzati». Paolo Ridola ha ricordato come fosse importante in Leopoldo Elia la «comparazione storica come segno irrinunciabile per comprendere i fenomeni costituzionali» e come egli tenesse all’attuazione del principio partecipativo contenuto nella Costituzione rispetto ai partiti, pur considerando le insidie di una degenerazione del sistema dei partiti stessi. Il professor Marco Olivetti si è soffermato, con dovizia di citazioni, sulla forma di governo parlamentare a cui il professor Elia si può dire abbia dedicato gran parte della sua attività accademica a iniziare dalla sua tesi di laurea sulle origini del parlamentarismo francese.


 


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