NewsLetter N° 18/Gennaio 2008 A cura dell'Associazione "I Popolari"
LIEVITO
Pd, attualità dell’appello Ai liberi e forti di Sturzo Venerdì 18 gennaio 2008 una iniziativa a Caltagirone
di Giorgio Benigni
Poche letture hanno mantenuto a quasi novanta anni di distanza la freschezza e l’acutezza di analisi dell’appello ai "liberi e forti" che diede vita al Partito Popolare nel gennaio 1919.
E, come spesso capita a testi che hanno qualcosa di classico, qualcosa che vada oltre il proprio tempo e il proprio contesto storico, ad ogni rilettura il pensiero si apre a nuove suggestioni e, la riflessione sull’oggi, assume una consapevolezza e uno spessore sempre nuovi, di assoluta originalità.
Si è spesso fatto riferimento citando l’appello alla visione municipalista e regionalista dello Stato. Una visione che ha saputo anticipare con una lucidità e una preveggenza sorprendenti gli sviluppi futuri del nostro Stato democratico e costituzionale. Oggi possiamo dire che molte delle conquiste che i Popolari del 1919 indicavano come obiettivi per lo sviluppo dell’Italia sono patrimonio acquisito e certo della nostra cultura nazionale. Allo stesso tempo però, tradiremmo lo spirito di quell’appello, se di fronte a queste c ... [segue]
IL PUNTO
Il 2008 sarà l’anno
delle riforme? Il presidente Napolitano le chiede in un clima
di maggior cooperazione tra le istituzioni Nel messaggio agli italiani di fine anno, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dedica pochi
capoversi alla politica. Il Presidente si è rivolto molto più alla società civile (e alla famiglia in particolare, alla quale riconosce il ruolo centrale nella crescita del Paese ma nonostatnte questo è per diverse ragioni in sofferenza) che non alla politica, e di questa si pone come interprete. Ha sostanzialemnte e chiaramente spronato la politica ad assumersi le sue responsabilita. «Posso solo dire che è
comunque indispensabile che si adottino alcune riforme in campo istituzionale e
che si crei un nuovo, più costruttivo clima politico, fondato su una effettiva
legittimazione reciproca. Mi sono speso - ha evidenziato Napolitano - a tal fine sin dall’inizio del mio
mandato, e insisterò nelle mie sollecitazioni e nei miei appelli: ora che uno
spiraglio di dialogo si è aperto, con il contributo di entrambi gli
schieramenti politici, specie sulla riforma elettorale, occorre assolutamente
evitare che l’occasione vada perduta. Quali siano le condizioni, da un lato,
per la continuità dell’azione di governo, e dall’altro, per un esito positivo
del confronto sulle riforme, lo si vedrà presto in Parlamento». Poche parole ma molte chiare: il 2008 dovrà essere l’anno
delle riforme istituzionali o almeno quello che realizzi una nuova legge
elettorale. Il tutto in un quadro politicio istituzionale meno conflittuale
come aveva sottolineato lo stesso presidente in occasione dell’incontro
natalizio con le alte magistrature della Repubblica. «Sento poi di dover richiamare - ha ammonito il Presidente della Repubblica - anche a un cambiamento di clima nei
rapporti tra tutte le istituzioni, perché si manifestano troppi segni di
tensione, di scarsa considerazione del principio di leale cooperazione, di
attenuazione o smarrimento del senso del limite e del reciproco rispetto.
Vorrei che ciascuna istituzione si aprisse a una seria riflessione a questo
proposito. Sia chiaro: questo mio richiamo ha una valenza generale».
LA RIFLESSIONE
Alla presenza del Presidente del Senato Franco Marini è stata presentata dal Centro culturale Francesco Luigi Ferrari di Modena una pubblicazione dedicata ad Ermanno Gorrieri (Quasi) un'autobiografia. L'ultima intervista di Ermanno Gorrieri curata da Paolo Trionfini (I Quaderni del Ferrari n. 27- 2007). L’occasione offre lo spunto per una riflessione sui fatti salienti della storia nazionale raccontata con le parole di chi l’ha vissuta. ------------------------------------------------------------------ Da Ermanno Gorrieri un metodo sicuro per il cambiamento di Gianpietro Cavazza Si può decidere di leggere l’intervista con l’intento, legittimo, di scoprire che cosa ha fatto Ermanno Gorrieri per coglierne il cosiddetto valore storico. Accanto a questa modalità di lettura ne è possibile anche una seconda, non necessariamente alternativa alla precedente, che è quella di rilevare le intenzioni di Ermanno Gorrieri quale premessa alle proprie azioni e scelte. Ciò potrebbe consentire di scoprire l’esistenza di un metodo, o se qualcuno preferisce di una spiritualità, utile per quanti anche oggi intendono portare un proprio originale contributo alla costruzione della società nonché al suo cambiamento. L’accento sulle intenzioni, oltre che rilevanti sul piano culturale, non sono estranee al raggiungimento o meno degli obiettivi individuati pur non garantendo un risultato favorevole, come rileva lo stesso Gorrieri al termine ... [segue]
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