NewsLetter N° 10/Marzo 2007 A cura dell'Associazione "I Popolari"
LIEVITO
Pd, no al Pse: la politica non ha bisogno di maquillage toponomastici di Pierluigi Castagnetti La collocazione internazionale del Pd non è questione semplice da risolvere per i Ds, lo riconosciamo. Il solo fatto che qualcuno della sinistra interna a questo partito, dichiaratamente ostile al Pd, ponga l’adesione al Pse come condizione sufficiente a evitare la scissione, dice con chiarezza che il PSE viene assunto come garanzia di continuità della storia dei Ds. L’adesione al Pse farebbe dunque cadere la novità del nuovo soggetto politico e significherebbe la “non nascita” del Pd, ma, semplicemente, poco più del cambio del nome di ciò che già esiste. Ma veramente qualcuno pensa che l’area riformista di questo paese abbia bisogno di un mero maquillage toponomastico per diventare “la novità” capace di attrarre attenzione e consenso da parte di chi oggi non si riconosce in nessun partito dell’Unione e sta decidendo, se non l’ha già fatto, di disinteressarsi alle vicende politiche? Credo proprio di no. In ogni caso, vogliamo ribadire che il Pse non spaventa nessuno, certamente non la Margherita. È un partito come il Ppe, poco più del nome di un ... [segue]
IL PUNTO
L'uomo che inventò l'Ulivo Beniamino Andreatta è scomparso lunedì 26 marzo. Per ricordare l'ideatore e costruttore dell’Ulivo di seguito proponiamo alcuni articoli di chi lo ha conosciuto molto bene. Un modesto omaggio ad una figura straordinaria e per molti aspetti unica nel panorama accademico e politico italiano. Produttore di pensiero nuovo sia nella ricerca economica sia nella esperienza della politica. --------------------------------- Non c'è nulla di più sconvolgente della verità di Paolo Giuliani «La verità, niente di più sconvolgente». E’ la frase inserita nel frontespizio del ricordo funebre che la famiglia di Nino ha predisposto per il giorno dei funerali. Una frase impegnativa che riporta al 1983 quando Andreatta è capolista per la Democrazia Cristiana per il rinnovo della Camera dei Deputati. E’ il numero uno come lo fu nella precedente elezione Benigno Zaccagnini nella stessa circoscrizione da Bololgna verso la romagna. E questa successione nella composizione della lista è per Nino motivo di orgoglio. In questa circostanza, il più significativo strumento di propaganda elettorale ... [segue]
Un politico che non faceva compremessi di Marco Barbieri “Ho eretto un monumento più duraturo del bronzo”, scriveva Orazio dei suoi poemi, celebrandone l’immortalità a discapito di un semplice simulacro. Lo stesso, probabilmente, avrebbe potuto dire Nino Andreatta della propria vita e del proprio operato - ma soprattutto delle proprie idee - se solo non fosse stato contraddistinto da quella modestia fatta di pura ed intelligente signorilità. Modestia nei modi, ma non certo nei metodi. Andreatta era uno che aveva idee forti e le sbatteva sul tavolo con la certezza dettata non solo dalla propria convinzione, ma soprattutto da una straordinaria competenza e capacità intellettuale. E’ raro per la politica trovare nella stessa persona una mente, una preparazione così raffinata ed un braccio operativo così energico. Proprio in questa forza, in questa energia così sommamente disinteressata – negli anni – ha preso forza anche il rifiuto fortissimo per tutto ciò che la politica ad un certo punto poteva essere diventata. Andreatta non era certamente un uomo da “compromesso”, ma da “accordo”, non da minimo comun denominatore, ma da moltiplicazione
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--------------------------------------------- Consegnò ai cattolici la modalità di un nuovo modo di stare in politica di Pierluigi Castagnetti E’ una strana sensazione quella che provo in queste ore di definitivo ritorno a Casa di Nino Andreatta. Solo ora confesso di capire il senso di quella vita comunque presente cui alludevano le poche e discrete parole pronunciate dalla sua signora qualche tempo fa. In effetti quella sua presenza silenziosa in tutti questi anni ha continuato a coinvolgere anche noi suoi amici. Ora capisco che non è più così. Ricordo come fosse oggi la telefonata addolorata di Sergio Mattarella che a sera inoltrata di quel 15 dicembre 1999 mi comunicava il trambusto dell’aula di Montecitorio, di fronte a ciò che stava accadendo a Nino. Ero a cena insieme ad Arturo Parisi, Enrico Boselli a casa di Walter Veltroni per discutere dei problemi della maggioranza di governo. Toccò a me informare la signora Giana e subito dopo precipitarmi all’ospedale S. Giacomo. La concitazione di quelle ore lasciò ben presto spazio alla valutazione di ciò che sarebbe cambiato nella vita politica italiana con l’uscita di scena di Andreatt
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LA RIFLESSIONE
Pd, Manifesto: apriamo la discussione di Marco Mayer Il Partito Democratico sta prendendo forma. Nel giugno scorso sono nati i gruppi unitari dell’Ulivo alla Camera ed al Senato, in queste settimane il congresso unitario della Margherita ed anche quello dei Ds(pur con qualche resistenza in più rispetto ai dielle) sono finalizzati alla costruzione del Pd e infine - novità degli ultimi giorni - è stato finalmente redatto il Manifesto del Partito Democratico. L’uscita del Manifesto rappresenta una occasione da non perdere per aprire una discussione tra i cittadini, per ascoltare i dubbi, le critiche, i suggerimenti. Sui contenuti del Manifesto dobbiamo coinvolgere non solo ristrette élites politiche ed intellettuali, ma milioni di persone dentro e soprattutto fuori dai partiti. I leader nazionali non dovrebbero mai dimenticare (ma spesso se ne dimenticano) che il popolo dell’Ulivo vuole discutere e contare! Pertanto, prima che il Manifesto venga formalmente adottato, è nostro dovere assicurare la più ampia partecipazione democratica così com’è avvenuto con le primarie: il Pd o sarà un partito veramente aperto e democratico o non sarà. Pur con l ... [segue]
-------------------------------------- Partiti/4 - La proposta di legge presentata alla Camera Per cercare di rigenerare il dibattito interno ai partiti il Vicepresidente della Camera Pierluigi Castagnetti ha presentato, insieme ad altri 46 colleghi dell’Ulivo (*), una proposta di legge per l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. Una proposta che con poche norme si prefigge l’alto obiettivo di riportare la democrazia all’interno dei partiti, di salvaguardare l’espressione del dissenso interno, di regolamentare le modalità per le candidature anche attraverso le primarie. Inoltre, per incoraggiare il rinnovamento della politica e favorire la partecipazione femminile è previsto che nessun “genere” potrà essere rappresentato in misura superiore ai due terzi negli organi collegiali dei partiti e che una quota del finanziamento pubblico sia destinata alla formazione e al sostegno di scuole, corsi e altre iniziative per preparare e facilitare l’ingresso
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------------------------------------- Partiti/2 - Che cosa succede in Europa Tra i paesi dell’Unione europea che hanno una normativa di carattere generale riguardante i partiti ci sono la Germania, la Spagna e il Portogallo. Qui è la stessa Costituzione a prevedere specifiche disposizioni in materia di partiti; si tratta di paesi, non a caso, le cui Costituzioni sono state approvate dopo esperienze di dittatura e di partito unico. Anche in Austria esiste una legge ad hoc sui compiti, sul finanziamento e sulla propaganda elettorale dei partiti politici. In Francia, invece, per un lungo periodo, in presenza di una disposizione costituzionale non diversa dalla nostra, per regolare l’attività dei partiti politici si è scelto di utilizzare una legge di carattere generale sulle associazioni del 1901. Ma la più recente legislazione sul finanziamento ai partiti, e la connessa normativa sulla trasparenza della vita pubblica, hanno prodotto una nuova disposizione che prefigura uno statuto specifico dei partiti destinata a sostituire quella fino ad ora applicata, di carattere generale, valida per tutte le associazioni. In Grecia i partiti politici non
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------------------------------------ Partiti/1 - La democrazia nella loro vita interna La democrazia moderna è una democrazia dei partiti, nasce e si sviluppa con loro. I partiti svolgono una funzione fondamentale di collegamento fra governati e governanti ed è per questo che è necessario guardare al loro stato di salute. La politica italiana vive un momento difficile. I partiti non mobilitano più, stentano a comunicare con la società, rispetto alla quale sussiste una crescente separatezza che risulta dannosa sia perché esclude dal luogo delle decisioni sia perché sta portando ad una degenerazione della vita interna dei partiti. Venendo meno la partecipazione si sono rarefatti gli «anticorpi» della vigilanza interna sui comportamenti dei gruppi dirigenti, sempre più tali perlopiù per cooptazione. Basti pensare in questo senso all’ultima legge elettorale italiana con la quale i candidati «eletti» in Parlamento sono di fatto predeterminati dai vertici di partito, con un sistema di liste bloccate che non lascia nessuna scelta agli elettori. Un sistema che annulla ogni possibilità di selezione per merito e qualità e rende vano lo stesso dibattito inter
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